I famosi (o fumosi) buoni propositi di inizio anno

 

I “buoni propositi per il nuovo anno” sono un classico, un po’ come guardare “Una poltrona per 2” a Natale.

In linea di massima, il detto “anno nuovo, vita nuova”, vale da fine dicembre a fine gennaio. Poi tutto scorre in maniera più o meno invariata per altri 12 mesi.

Quindi, cercasi elisir di lunga vita per i buoni propositi: come fare?

Un famoso scienziato, tal Richard Wiseman, qualche domanda se l’è posta.

Ovviamente il protagonista indiscusso è il Sig. Obiettivo, proprio quello che ogni anno, puntuale come un orologio svizzero, bussa alla nostra porta con l’intento di venderci tanta buona volontà per corrergli dietro.
Poiché questo sadico personaggio non ci mostra una via, Wiseman prova a darci qualche dritta teorica che fa leva sul fatto di porci un solo obiettivo, snocciolato in piccoli sottobiettivi, con tanto di scadenze temporali definite. Il tutto corollato da una spolverata di sano ottimismo, evitando quindi di pensare a fallimenti precedenti, pensando a tutti i benefici annessi e premiando ogni piccolo successo con 
un’auto-ricompensa.




Sulla carta non male. Proviamo a metterlo in pratica.


Macro Obiettivo: vendita creativa.

Sottobiettivi: elaborare domande mirate, ascoltare le esigenze.

Limiti temporali: proporre il primo appuntamento, terminato il quale scadenziarne subito un secondo.

Nel frattempo: sorrisi, pensieri positivi e felici legati ai vantaggi, oltre a condividere con amici e parenti il nostro obiettivo (scongiuri ben accetti).

Da evitare come la peste: farsi influenzare da precedenti esperienze negative.
Obiettivo raggiunto: regalarsi una cena in un posto economicamente inaccessibile. 

Si ironizza ovviamente, ma per lo meno Wiseman, prova a fare un po’ di luce nel nostro sentiero pregno di sole parole.

Comunque, se Wiseman non vi garba, prendete spunto da Walt Disney: “l’unico modo per iniziare a fare qualcosa è smettere di parlare e iniziare a fare”. 


Buon anno nuovo a tutti!