Un nuovo inizio

 

Un premio Oscar ha detto: “iniziare un nuovo cammino spaventa. Ma dopo ogni passo che percorriamo ci rendiamo conto di come era pericoloso rimanere fermi”.

Il sorprendente lockdown ci ha messo alle strette emotivamente e psicologicamente, visto che, di punto in bianco, ‘qualcosa’ ci ha letteralmente spodestato dalla comfort zone a cui eravamo abituati.
Il punto di (ri)partenza potrebbe essere uscire dal loop dettato dalla “trappola della routine” che inconsapevolmente, fino a poco tempo fa, ha anestetizzato la mente, imponendoci una condizione abitudinaria, in cui la prima sfida della giornata era banalmente quella di destreggiarsi nel traffico e imporre la propria supremazia automobilistica nel tragitto casa-lavoro.

Tuttavia, per One Team, questa situazione si è rivelata un’occasione per riconsiderare le priorità e le opportunità che ben si celavano dietro ad un’immobilità reale.

Ecco che questo repentino cambio di scenario ha fin da subito imposto una riqualificazione del tempo e, di conseguenza, accorciato le distanze: collaborare in smart working ha dimostrato che l’importante non è essere presenti, ma esserci.

Viviamo in un’epoca storica senza eguali, in cui i sistemi di comunicazione consentono di vedersi, condividere attimi, gestire riunioni e connettersi in remoto da ogni dove.

Il contatto umano non potrà mai essere sostituito, ma sicuramente abbiamo imparato a riqualificarlo, ad attribuirne un valore maggiore, quindi meno scontato.

Il tempo è dalla nostra parte, ma saperlo sfruttare (o far fruttare) al meglio rappresenta un passo fondamentale anche per il benessere della mente che scorrazza libera, mentre noi siamo fermi, ma è proprio lei, nostra croce o delizia, che necessita di essere alimentata e ascoltata.

One Team decide di investire sulle attività di formazione per favorire l’uscita dalla “zona della paura” in cui per un momento ci eravamo impantanati: diventa necessario orientarsi, comprendere, guardare fuori, ben oltre le mura in cui ci siamo rifugiati per tanto tempo; è fondamentale quindi aprire la mente, andare oltre, sviluppare nuove abilità o più semplicemente riscoprirsi; non chiederci “che fine faremo”, ma “quale sarà il nostro nuovo inizio”.

Il tempo viene percepito come una risorsa reale qual è sempre stato, non come una costrizione che ci vedeva rincorrere freneticamente le lancette dell’orologio (ricordate la routine?)

È tutto vero: pian piano, ci si adatta, si solleva la testa, si decide che tutto è possibile, che non abbiamo perso nulla di quello che avevamo, che bisogna anticipare il cambiamento, che siamo sempre noi, di One Team, forse anche migliori.